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Equal Pay Day 2020, ovvero il giorno in cui le donne Europee smettono di guadagnare

Equal Pay Day 2020, ovvero il giorno in cui le donne Europee smettono di guadagnare

Il breve report che Věra Jourová, vice-presidente della Commissione Europea per il “Valore e la Trasparenza” e i commissari  Nicolas Schmit Commissioner il “Lavoro e i Diritti Sociali” e Helena Dalli per l'”Uguaglianza, inizia con una frase di peso e che lascia poco spazio all’immaginazione:

“Women in the European Union still earn less than men” 

Le donne in Unione Europea ancora (oggi) guadagnano meno degli uomini. E in quest’anno così complicato per mille ragioni, il giorno in cui le donne simbolicamente “iniziano” a lavorare gratuitamente, è caduto lo scorso 10 novembre. Il gap nel compenso lavorativo tra donne e uomini è un tema “storico” all’interno dell’UE e purtroppo non ha avuto grandi miglioramenti, e se si continua a questa velocità, soltanto tra diverse decadi, o secoli, si potrà pareggiare il conto: basti pensare che negli ultimi 8 anni questo gap si è ridotto solo del 2%!!!!

Il gap, che al 2020 vale il 14,1%, si concretizza con un semplice calcolo matematico: per ogni euro guadagnato da un uomo in UE, ogni donna guadagna 86 centesimi. Benché le donne lavorino circa 51 giorni in più rispetto ai loro colleghi maschi.

Ma quali sono i fattori che incidono su questo atavico GAP?

Le donne spesso lavorano part-time, devono confrontarsi con le barriere “nascoste” di molte imprese che limitano l’accesso alle donne per le posizioni di maggior prestigio (meno del 6,9% delle donne ricopre il ruolo di CEO), spesso lavorano in settori con paghe più basse e ricoprono mansioni sottopagate e ancora di più, spesso, hanno la responsabilità primaria (se non esclusiva) per la cura della famiglia, di adulti a carico, della casa. Ma tutte questi fattori non giustificano di per sé, una paga oraria più bassa rispetto agli uomini. 

La pandemia

L’emergenza legata al coronavirus ha portato ad un’esacerbazione del gap, in considerazione che le donne nell’emergenza sono in prima linea, spesso o quasi sempre sotto-pagate, ricoprono ruoli fondamentali legati all’assistenza dei cari, degli anziani, dei bambini, come infermiere, addette alla pulizia, commesse o assistenti alla vendita, insegnanti.

Fatti e non fake

“Molte donne guadagnano meno perché lavorano meno, adottando il part-time”.  SBAGLIATO. Lavorare meno ore alla settimana significa portare a casa una paga più bassa al mese, non guadagnare meno all’ora.

“Molte donne guadagnano meno perché scelgono lavori pagati meno”. SBAGLIATO. Le donne tendono a guadagnare meno per ora rispetto agli uomini per lo stesso lavoro indipendentemente che questo sia un lavoro che richieda competenze specializzate come il dottore o l’infermiere, o un lavoro non specializzato come un addetto alle vendite. Il gap esiste nella nostra economia in tutti i settori ed occupazioni.

“Gli uomini hanno una migliore istruzione, quindi dovrebbero guadagnare di più”. SBAGLIATO. Ad oggi circa il 60% delle persone laureate in Europa, sono donne.

E quindi, cosa possiamo fare, cosa sta facendo l’Europa?

Nel marzo di quest’anno (2020), la Presidente Von der Leyen ha annunciato la pubblicazione da parte della Commission

e UE della “Strategia sull’Uguaglianza di Genere 2020-2025”, includendo misure per ridurre il gap nella retribuzione lavorativa. Gli obiettivi a breve termine riguardano la trasparenza contributiva da parte delle aziende, ossia far sì che le aziende pubblichino e rendano trasparenti i pagamenti dei lavoratori per genere (a tal proposito è stato pubblicato già uno studio Europeo); agevolare con misure fattive e trasferimento di denaro, l’equilibrio casa lavoro a favore delle donne; continuare a diffondere campagne che contrastino le fake news, contrastino il body shaming in ambito lavorativo e i vari stigma e pregiudizi radicati nella società UE sul lavoro al femminile e sul genere.

 

Fonte: STATEMENT/20/2010 “Equal Pay Day: Statement by Vice-President Jourová and Commissioners Schmit and Dalli”
Immagine: © Copyright European Commission 2020
2020-11-14T12:15:21+01:00 14 Novembre 2020|Europa|

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