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Con i Bambini – Bando “Tutti inclusi”

Con i Bambini – Bando “Tutti inclusi”

Il bando si propone di garantire la piena partecipazione alla vita sociale e scolastica dei minori con disabilità in condizioni di povertà educativa e intende sostenere interventi innovativi e sperimentali che rimuovano o riducano le barriere, sia fisiche che culturali, nell’accesso a opportunità educative e ludiche, garantendo la piena inclusione dei minori in situazione di “doppio svantaggio“ (povertà e disabilità), in coerenza con il modello bio-psico-sociale dell’ICF (OMS, ‘Classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute’).

Il bando si propone di sostenere interventi innovativi rivolti a minori e giovani che all’avvio dei progetti non abbiano più di 18 anni e che rientrino in una delle seguenti categorie:

  • disabilità vera e propria (sensoriale, motoria, psichica), come definita dall’articolo 3, comma 1 della L.104/9215;
  • disturbi evolutivi specifici, ovverossia:
    1. importanti disturbi specifici di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia)16;
    2. disturbo specifico di linguaggio (importanti disfasie: della comprensione, della produzione e dell’articolazione);
    3. disturbo non verbale importante (disturbo della coordinazione motoria, deficit delle abilità visuo-spaziali, deficit di percezione);
    4. disturbo dello spettro autistico qualora non certificato ai sensi della L.104/92.

Sul piano normativo, in Italia il diritto all’inclusione per i bambini con disabilità ha come riferimento la legge 104/1992. A scuola, l’inclusione degli alunni con disabilità e alcune forme di bisogni educativi speciali prevede la presenza di figure professionali dedicate, di strutture accessibili e di strumenti didattici appositi. La figura dell’insegnante di sostegno, un unicum non solo nell’UE, ma anche tra i paesi OECD, permette a bambine e bambini con disabilità di far parte del gruppo classe e di avere al contempo un aiuto per il superamento delle proprie difficoltà. Tuttavia, la realtà di tutti i giorni non riflette sempre quanto stabilito dalla legge: secondo i dati del MIUR, gli insegnanti di sostegno sono circa 176 mila, ma il 37% di essi non ha un’abilitazione specifica per questo incarico, dunque manca di una formazione completa e strutturata per supportare gli alunni con disabilità o bisogni educativi speciali. Inoltre, barriere architettoniche e la mancanza di ausili spesso limitano l’accessibilità agli ambienti dell’apprendimento, in contrasto con la legge 104 e successive.

La disabilità è una condizione che non si riflette solo sulla persona che ne è portatrice, ma coinvolge tutte le persone che vivono intorno a lei. L’equilibrio del nucleo familiare è condizionato, inoltre, dalle risorse e dalle energie necessarie per il sostegno alla vita quotidiana del minore con disabilità. L’incidenza di casi di povertà economica, e di conseguenza educativa, nei nuclei familiari con figli con disabilità è significativa. È entro questa situazione che, per poter superare una condizione di doppio svantaggio (disabilità e povertà/affanno familiare), va sostenuto il progetto individuale di vita previsto dall’articolo 14 della legge 328/2000 e dall’articolo 7 del D.Lgs. 66/2017, innanzi tutto nelle aree fragili del Paese. Tale legge prevede che si debba predisporre un progetto individuale per ogni singola “persona con disabilità fisica, psichica e/o sensoriale, stabilizzata o progressiva (art. 3 L. 104/1992)”, attraverso il quale attivare percorsi personalizzati, su cui si possano innestare le misure previste anche dalla legge 112/2016 (“Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare”), nota come “Legge sul Durante e Dopo di Noi”.

NB: i progetti dovranno prevedere interventi localizzati entro 1 sola regione. I progetti devono essere presentati da partnership costituite da almeno tre soggetti, che assumeranno un ruolo attivo nella co-progettazione e nella realizzazione del progetto. I soggetti partecipanti devono garantire una quota di cofinanziamento monetario pari ad almeno il 10% del costo totale.

A chi è rivolto: enti-terzo-settore
Tipologia di finanziamento: Contributo a fondo perduto al 90%
Scadenza: 30-09-2022

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    2022-07-08T10:07:02+01:00 8 Luglio 2022|

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